Jessica Moroni – Specie in via di creazione

12 Giugno - 28 Giugno 2026

A seguito dell’assegnazione del premio Best Emerging Artist 2025 di Paratissima – edizione Kosmos, ospitata negli spazi del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri – nell’ambito del progetto espositivo The Safest Place, curato da Valeria Radkevych e Michele Travaglio, GART Arte Contemporanea è lieta di presentare Specie in via di creazione, la mostra personale dell’artista Jessica Moroni, a cura di Valeria Radkevych.
L’esposizione inaugurerà venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18:00 negli spazi della galleria di Neive e sarà visitabile fino al 28 giugno 2026.

“Il premio Best Emerging Artist 2025 nasce dalla collaborazione tra Paratissima e GART Arte Contemporanea – spiega Matteo Scavetta, Project Manager di Paratissima – con l’obiettivo di sostenere concretamente la ricerca e il percorso degli artisti emergenti. Siamo felici che a vincere questa edizione sia stata Jessica Moroni e che il lavoro presentato inizialmente negli spazi di Paratixxima Kosmos all’interno della collettiva The Safest Place prosegua oggi in una mostra personale presso GART, mantenendo anche la continuità curatoriale di Valeria Radkevych. Ringraziamo GART Arte Contemporanea per aver condiviso con noi questo progetto e per l’attenzione dedicata alla valorizzazione dell’arte emergente.”

Con la mostra Specie in via di creazione, Jessica Moroni costruisce un percorso che riflette sulle relazioni invisibili tra esseri viventi, corpi materici e paesaggio. Attraverso forme organiche, superfici fluide e strutture in continua trasformazione, l’artista invita il pubblico a rallentare lo sguardo e a riconnettersi con una dimensione naturale e sensibile della realtà circostante.

Il titolo della mostra nasce da un ribaltamento dell’espressione “specie in via di estinzione”: sostituendo, come spiega la curatrice, “una parola con il suo contrario, aprendo uno scenario del tutto diverso”. Questo gioco di parole – continua la curatrice – “trasforma il concetto di perdita con quello di creazione, nascita e possibilità”. L’esposizione apre così a una visione della natura come spazio di continua rigenerazione e mutamento. La pratica artistica di Moroni si sviluppa infatti attraverso un processo intuitivo e aperto, dove materiali, colori e texture diventano strumenti per indagare la trasformazione costante del vivente.

Il progetto curatoriale prende ispirazione dalle riflessioni ecofemministe della teorica Astrida Neimanis, secondo cui gli esseri umani sono “corpi d’acqua”, intimamente connessi ai sistemi naturali che li attraversano. In questo orizzonte, la natura non appare più come un elemento separato dall’uomo, ma come uno spazio condiviso di coesistenza e interdipendenza.

L’artista e la curatrice, nei mesi precedenti alla mostra, hanno intrapreso con la galleria un percorso di ricerca, attraverso sopralluoghi, incontri ed esperienze, sul territorio delle Langhe. Questo dialogo diretto con il paesaggio e con i suoi ritmi naturali è stato accompagnato da una breve residenza dell’artista, contribuendo allo sviluppo concettuale del progetto.

Inserite nel paesaggio delle Langhe, le opere di Jessica Moroni accolgono e dialogano con il territorio circostante, fatto di colline, cicli stagionali e ritmi naturali ancora tangibili. La mostra si configura così come uno spazio di contemplazione e ascolto, in cui immaginazione, osservazione e sensibilità diventano strumenti per ricostruire un rapporto più armonico con il mondo naturale.

scheda di Jessica Moroni

Jessica Moroni, - Reginette #1 #2 2025

15x30x10cm Argilla refrattaria cotta, ingobbii e cristallina

Jessica Moroni, - La bagnante – L’onda 2026

15x30x15cm Argilla bianca cotta, ingobbii e cristallina

Jessica Moroni, - Taraxacum 2026

60x80cm Acrilico, sabbia, colla, matite colorate, gesso

Jessica Moroni, - Tre lune 2026

12x32x15cm argilla bianca cotta, engobbi e cristallina

Jessica Moroni, - La viajera 2021

95x130cm Acquerello su carta

Jessica Moroni, - Dandelion 2026

stoffa, imbottitura, fettuccia - 9 elementi di diverse dimensioni

Jessica Moroni, - Glicine 2026

100x130x1cm argilla refrattaria cotta, engobbi, corda, legno

Jessica Moroni, - Mamma gatta 2025

15x24x15cm argilla refrattaria cotta, engobbi e cristallina

Jessica Moroni, - Abisso madre, mamma latte 2025

15x38x16cm argilla refrattaria cotta, engobbi e cristallina

Jessica Moroni, - Signora felina 2025

16x34x8cm argilla refrattaria cotta, cristallina

Jessica Moroni, - Guizzo 2026

100x87cm Argilla refrattaria cotta, engobbi, cristallina

Jessica Moroni – Specie in via di creazione.
La critica GART.

Jessica Moroni – Specie in via di creazione

Specie in via di creazione - di Valeria Radkevych 

tutte le mostre

«Essere un corpo d’acqua, che scorre dentro e fuori da altri corpi d’acqua, significa generare significato dalla relazione.»

— Astrida Neimanis

Nella teoria ecofemminista culturale di Astrida Neimanis, gli esseri umani sono visti come «corpi d’acqua», inseparabili dai sistemi di vita più ampi che li circondano. Neimanis suggerisce che fiumi, pioggia, umidità, sangue e oceani appartengano allo stesso flusso continuo che attraversa tutti gli esseri viventi. La natura appare quindi meno come qualcosa di esterno all’umanità e più come uno spazio condiviso di coesistenza e interdipendenza. Specie in via di creazione va alla ricerca di questa connessione.

Il titolo è un gioco di parole sull’espressione comune «specie in via di estinzione», sostituendo una parola con il suo contrario e aprendo uno scenario del tutto diverso. Questo ribaltamento trasforma una frase associata alla perdita in una che parla di creazione, nascita e possibilità. Anziché immaginare la natura solo attraverso il collasso, la mostra riflette sul continuo rinnovamento delle forme viventi.

Il pensiero artistico di Jessica Moroni nasce da una profonda curiosità verso la natura e verso le infinite possibilità racchiuse nei materiali, nelle forme, nelle texture e nei colori. Le sue opere paiono guidate dall’attenzione e dalla scoperta, sviluppandosi attraverso un processo intuitivo che rimane aperto alla trasformazione. La natura emerge in tutto il suo percorso artistico come qualcosa di vivo e in costante mutamento, plasmata dal movimento, dalla convivenza e dalla relazione continua tra gli esseri viventi.

Più di ogni altra cosa, questo ci porta a riflettere sul concetto di connessione: quei legami invisibili che uniscono corpi, paesaggi, acqua, piante ed esperienze emotive. Nella vita contemporanea, queste connessioni diventano spesso più difficili da percepire. La frenesia, le distrazioni e la sovrastimolazione ci allontanano dai ritmi più lenti dell’osservazione e da un rapporto più attento sia con il mondo che ci circonda sia con la nostra dimensione interiore.

Nelle opere di Moroni, la natura rimane intima e presente. Forme organiche, strutture fluide e sagome in continua evoluzione suggeriscono un mondo in cui nulla esiste in isolamento e dove la trasformazione diventa parte integrante della vita stessa. Le forme sembrano crescere, mutare e trasformarsi attraverso il contatto reciproco, seguendo movimenti che appaiono istintivi e aperti piuttosto che rigidi o controllati.

Inserite nel paesaggio delle Langhe, tra colline modellate dalla coltivazione, dalle stagioni e dai ritmi naturali, le opere d’arte entrano in dialogo con un territorio in cui la presenza della natura è ancora tangibile e vicina. Il paesaggio circostante diventa parte integrante dell’atmosfera stessa, rafforzando l’invito a rallentare e a riscoprire forme di attenzione più silenziose.

Piuttosto che offrire risposte o elencare le problematiche, Specie in via di creazione apre uno spazio di contemplazione e riconnessione. Qui c’è una possibilità di ricostruire un rapporto più pacifico con il mondo naturale attraverso l’osservazione, la curiosità e l’immaginazione.

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